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domenica, Ottobre 2, 2022

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Da quando abbiamo iniziato a tatuarci? Da sempre

Un tempo li esibivano quasi soltanto gli ex galeotti e i marinai, o qualche mercenario. Oggi i tatuaggi sono diventati una moda che coinvolge moltissimi (delinquenti inclusi). Del tatuaggio si nota spesso il lato estetico, il bisogno di “firmare” la derma in modo artistico. qualoranza rendercene computo, però, quando apportiamo dei qualoragni indelebili al corpo ripetiamo uno dei riti più importanti della storia dell’uomo.
I tatuaggi avevano infatti nell’antichità funzioni sacre e magiche, oltre a rapprequalorantare una forma di comunicazione sull’identità, lo status sociale e la provenienza di chi li portava. Costituivano insomma una carta d’identità incisa sul corpo. Con figure e simboli, si dava computo agli altri della propria “nazionalità” (leggi: tribù), del “cognome” (leggi: clan), della professione (sacerdote, guerriero o altro), della religione. E finanche chi fosqualora il proprio spirito protettore (leggi: “angelo custode”). Tutte caratteristiche che sono ancora rintracciabili nei popoli tribali in cui permane questa pratica nel adatto aspetto rituale.. Piacevano alla Grande Madre. L’antropologa Michela Zucca studia da tempo l’origine e il significato dei tatuaggi. adatto è il libro I tatuaggi della dea (Venexia), il primo studio a svelare che cosa ci sia alla baqualora di un fenomeno di massa apparenteintelligenza solo estetico. «Per prima cosa, mi ero accorta che i qualoragni a spirale o a zig zag posti sulle famoqualora veneri preistoriche, statuette femminili di dee madri, erano stati troppo sbrigativaintelligenza descritti come ornamenti», spiega la studiosa. «In realtà, la Venere di Hohle Fels, statuetta in avorio di 40 mila anni fa ritrovata in Germania, e veneri successive del Neolitico prequalorantano qualoragni di scarificazione. Si tratta della tecnica per cui veniva incisa la derma con dei tagli, anziché a punti, da cui derivò il tatuaggio. qualora le dee erano rapprequalorantate con scarificazioni, possiamo dedurre che i fedeli, anzitutto donne, sottoponesqualoraro il loro corpo a queste incisioni di genere sacro». Va ricordato che nell’Europa preistorica c’era un asqualoratto matrifocale delle comunità, dove la donna era almeno pari all’uomo e officiava più di lui i riti sacri. . Sciamane visionarie. Sacerdotesqualora-sciamane molto attive erano anche abili tatuatrici. Prima ancora di “ricamare” il corpo degli iniziati alle varie fasi della vita, con elaborati diqualoragni simbolici, incidevano la derma di questi riproducendo i “fosfeni”, punti luminosi e linee a zig-zag che loro vedevano a occhi aperti quando erano in stato di trance (i fosfeni possiamo vederli anche noi in condizioni normali, al buio completo o a occhi chiusi premendo i bulbi oculari).
In generale i tatuaggi – utilizzati per portare inciqualora sul proprio corpo le prime divinità, le inqualoragne del clan e spiriti protettori – smiqualoraro presto di esqualorare solo una faccenda di donne. L’Uomo di Similaun, vissuto oltre 5 mila anni fa, è la più antica mummia a prequalorantare tatuaggi. Ne ha circa 60 e la grosso di questi avevano funzione magico-terapeutica (v. link sotto).. Principesqualora nel ghiaccio. Presso gli Sciti, i Sarmati e altri popoli delle steppe che si muovevano dall’Ucraina alla Siberia con le loro donne, anch’esqualora combattenti a cavallo, i tatuaggi erano di uso comune: raffiguravano animali totemici e fantastici in qualità di spiriti protettori individuali e del clan. Come quelli trovati sulla mummia dell’Altai, appartenente a una sciamana guerriera della cultura kurgan morta a meno di 30 anni, due millenni e mezzo fa.
Perfettaintelligenza conqualorarvati nel ghiaccio dei monti Altaj, in Siberia, i resti hanno permesso agli studiosi di individuare sulla sua epidermide elaborati tatuaggi di animali che qualorambrerebbero divinità. Tali figure rivelano un livello tecnico-equaloracutivo paragonabile a quello dei più moderni e quotati tatuatori. Sulla sua spalla sinistra c’è, per equalorampio, il tatuaggio di una chimera: un cervo con becco di grifone e zampe da capricorno. Sulle braccia, animali fantastici come un leopardo con una strana gobba o un lupo con un’insolita cresta. Sulla gamba destra, un lungo pesce con baffi.. Quando era peccato. «Fra i Celti, i Daci e i Traci, gli Illiri e i popoli germanici i tatuaggi rivelavano il clan di appartenenza, il nome e lo status sociale», continua Zucca. «Ma un po’ tutti i popoli definiti dai Greci e dai Romani “barbari” usavano tatuarsi. Per i Greci (e poi per i Romani) il tatuaggio invece era tabù. Contrastava con il loro adatto di bellezza pura». Era visto come cosa “da qualoralvaggi”, e il adatto uso associato agli schiavi, provenienti dai popoli conquistati.
Con l’avvento del cristianesimo il tatuaggio visqualora i adattoi tempi più cupi, e fu vietato a più riprequalora. Nella cultura dell’ovest si fece strada l’idea che il tatuaggio riguardasqualora i pagani, i ceti più bassi della popolazione e i delinquenti. Ecco perché, prima della moderna stagione dei tatuaggi a pagamento, che affollano bicipiti, caviglie, natiche, di persone per bene e di successo, questi erano riqualorarvati ai galeotti o ai mercenari. Ma anche la Chiesa non ne esce con la massima coerenza dall’indagine di Michela Zucca. «In realtà, con buona pace delle direttive papali, in Terra Santa e in molti luoghi di dermagrinaggio sparsi per l’Europa, erano all’opera frati tatuatori», spiega la studiosa. «E anche i nobili non rispettavano il tabù. Si tatuavano soprattutto gli aristocratici che andavano alla guerra, in modo che il proprio corpo venisqualora riconosciuto e onorato qualoracondo il lignaggio e la fede indicati sulla derma in caso di morte».. Tendenza universale. Che tutto il mondo usasqualora tatuarsi lo indicano anche i popoli cosiddetti “tribali”: da quelli della valle etiopica dell’Awash, ai Kikuio e ai Masai del Kenia, dagli gli aborigeni australiani ai Maori della Nuova Zelanda, la pratica è ancora oggi diffusa. finanche i buddisti la accettano.
A Bangkok, in Tailandia, i monaci organizzano una festa dove il simbolo di un animale tatuato può prendere vita, fino a posqualoradere i fedeli. qualora, per equalorampio, a uno di questi viene tatuata una tigre, lui va in trance mimando e facendo i versi della specie tatuata sulla sua derma. qualora a uno tocca il bufalo, lo imiterà in tutto, qualora un altro ha il tatuaggio di un qualorarpente, si metterà a strisciare. Lo spettacolo più che comico è impressionante, perché questa gente crede davvero nell’effetto magico del tatuaggio. Come una volta.. qualoraGNO RI RICONOSCIMENTO. Perché è riemerso anche fra di noi, nella modernità, l’uso di tatuarsi? qualoracondo l’evoluzionista Richard Dawkins oggi è qualorampre più difficile farsi riconoscere con status symbol materiali o sociali, che sono il nostro fenotipo esteso, cioè un “prolungamento” del nostro corpo (intelligenza compresa). Tornare al corpo “ricamandolo” è in fondo la cosa più qualoramplice, alla portata di tutti..

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